Non tutto il male vien per nuocere.
Premesso che dei reality attualmente imperversanti (e pure di quelli futuri) penso tutto il male possibile, devo registrare un imprevedibile effetto-Pupa-e-Secchione sulle giovani menti delle mie allieve più vivaci.
La levata di scudi contro il programma e in particolar modo contro le sedicenti pupe è stata unanime, tanto da indurmi a vedere almeno la striscia serale per farmi un'idea. Ecco cosa credo sia successo: le mie ragazze si sono trovate di fronte ad una specie di specchio distorto in cui hanno avuto l'impressione di vedere quello che potrebbero diventare. Nessuna meraviglia che sia siano arrabbiate.
Il passo successivo è stato cercare di correre ai ripari. Con la mia collega hanno preso l'impegno di vedere il telegiornale tutte le sere (non so quanto questo le renda davvero informate sulla realtà, ma insomma è una cosa). Quanto alle mie lezioni posso registrare un livello di attenzione mai sperimentato prima.
Non mi illudo che la cosa duri in questo modo molto a lungo, ma il cammino verso la consapevolezza di sè e del posto che si vuole occupare nel mondo, è lungo e pieno di insidie.
Oggi, parlando in un momento di pausa dell'atteggiamento schifato che le pupe mostrano a volte nei confronti dei secchioni, atteggiamento che loro disapprovano, hanno dovuto però convenire di essere più spesso attratte dai ragazzi rudi e ignoranti che da quelli colti e intelligenti. La cosa è per me inspiegabile.
A quindici anni io stavo con un secchione alto e magro come un chiodo la cui principale attrattiva dal punto di vista fisico erano un paio di occhi verdi. Però suonava la chitarra solista come un angelo rock, aveva una conversazione arguta e intelligente e senso dell'umorismo da vendere (cose tutte che, quando ancora non fai sesso, risultano essere essenziali). Mi piaceva che come me avesse degli ideali e un sano senso dell'onore e per quanto non fosse essenziale, mi piaceva che fosse un secchione!
Io fui il suo primo bacio, lui il mio secondo (ma il primo se non ci fosse stato sarebbe stato meglio). Restammo insieme 4 anni con in mezzo un intervallo di un anno in cui lui andò a vivere in un'altra città. Nonostante lui volesse, non mi convinsi mai a fare l'amore con lui che rispettò la mia volontà. La verità è che non mi sentivo pronta a farlo o forse, dal momento che allora pensavo che avrei fatto sesso unicamente con l'uomo giusto, (quello che avrei sposato, per intenderci) sentivo che semplicemente non sarebbe stato lui quell'uomo.
Quando ci lasciammo, diciamo per esaurimento della relazione lui si mise con una studentessa di medicina e insieme decisero che avrebbero fatto l'amore solo dopo il matrimonio. Si sposarono e ora sono felici genitori di due figli. Lui è diventato ingegnere elettronico e credo suoni ancora la chitarra di tanto in tanto.
Quanto a me dopo aver tanto resistito io feci infine l'amore alla veneranda età di ventuno anni mentre ero negli Stati Uniti, con un ragazzo di origine iraniana dal fisico ragguardevole. Non era un secchione, ma nemmeno un idiota. Era però un discreto stronzo e la mai prima volta fu assai deprimente proprio perché il giovanotto non era precisamente un miracolo di sensibilità e attenzione.
Curiosamente io non trovai subito l'uomo giusto che vagheggiavo e quindi ci furono per i miei gusti fin troppi tentativi , tra cui alcuni (leggi: molti) decisamente sbagliati che avrei potuto risparmiarmi, ma questa è un'altra storia.
Ancora oggi comunque non mi spiego come mai qui a scuola le ragazze più popolari ignorino sistematicamente i ragazzi più interessanti non solo dal punto di vista della sensibilità e dell'intelligenza , ma anche dal punto di vista fisico se sono educati e gentili, mentre si ostinino a prediligere i caciaroni rudi e maleducati (magari anche se brutti) che sistematicamente prendono i loro cuoricini, li fanno in piccoli pezzi e ci ballerebbero sopra una giga scozzese se solo sapessero cos'è.
Per fortuna esistono anche altre ragazze con occhi per vedere e sensibilità per accorgersi di chi non si fa notare. Peccato che a volte i timidi-intelligenti-sensibili muoiano invece dietro alle stronzette. Insomma è un serpente che si morde la coda.
Detto questo, lungi da me giustificare la presenza di programmi-spazzatura, ma se possiamo almeno portare a casa il risultato di un minimo di autoriflessione da parte delle ragazze e dei ragazzi più lungimiranti, accompagnata dal desiderio di farsi almeno una cultura di base beh, è meglio che niente.








Non una recensione
Le mani di Anna.