lunedì, 10 dicembre 2007

Seconda domenica di Avvento

Dal libro del profeta Isaìa  (11, 1-10)

In quel giorno, un germoglio spunterà dal tronco di Iesse, un virgulto germoglierà dalle sue radici.
Su di lui si poserà lo spirito del Signore, spirito di sapienza e d'intelligenza, spirito di consiglio e di fortezza, spirito di conoscenza e di timore del Signore.
Si compiacerà del timore del Signore.
Non giudicherà secondo le apparenze e non prenderà decisioni per sentito dire; ma giudicherà con giustizia i miseri e prenderà decisioni eque per gli umili della terra.
Percuoterà il violento con la verga della sua bocca, con il soffio delle sue labbra ucciderà l'empio.
La giustizia sarà fascia dei suoi lombi e la fedeltà cintura dei suoi fianchi.
Il lupo dimorerà insieme con l'agnello; il leopardo si sdraierà accanto al capretto; il vitello e il leoncello pascoleranno insieme e un piccolo fanciullo li guiderà.
La mucca e l'orsa pascoleranno insieme; i loro piccoli si sdraieranno insieme.
Il leone si ciberà di paglia, come il bue.
Il lattante si trastullerà sulla buca della vipera; il bambino metterà la mano nel covo del serpente velenoso.
Non agiranno più iniquamente né saccheggeranno in tutto il mio santo monte, perché la conoscenza del Signore riempirà la terra come le acque ricoprono il mare.
In quel giorno avverrà che la radice di Iesse si leverà a vessillo per i popoli.
Le nazioni la cercheranno con ansia.
La sua dimora sarà gloriosa.

postato da: Ihadadream alle ore 13:02 | Permalink | commenti (1)
categoria:la parola
domenica, 23 settembre 2007

Dal libro del profeta Amos 8, 4-7

 

Ascoltate questo, voi che calpestate il povero

e sterminate gli umili del paese,

voi che dite: «Quando sarà passato il novilunio

e si potrà vendere il grano?

E il sabato, perché si possa smerciare il frumento,

diminuendo le misure e aumentando il siclo

e usando bilance false,

per comprare con denaro gli indigenti

e il povero per un paio di sandali?

Venderemo anche lo scarto del grano».

Il Signore lo giura per il vanto di Giacobbe:

certo non dimenticherò mai le loro opere. 

postato da: Ihadadream alle ore 12:33 | Permalink | commenti (9)
categoria:la parola
domenica, 18 febbraio 2007

VII Domenica del Tempo Ordinario

Luca 6, 27-38


In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«A voi che ascoltate, io dico: Amate i vostri nemici,
fate del bene a coloro che vi odiano,
benedite coloro che vi maledicono,
pregate per coloro che vi maltrattano.

A chi ti percuote sulla guancia, porgi anche l'altra;
a chi ti leva il mantello, non rifiutare la tunica.
Dá  a chiunque ti chiede;
e a chi prende del tuo, non richiederlo.
Ciò che volete gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro.
 
Se amate quelli che vi amano, che merito ne avrete?
Anche i peccatori fanno lo stesso.
E se fate del bene a coloro che vi fanno del bene,
che merito ne avrete?
Anche i peccatori fanno lo stesso.
E se prestate a coloro da cui sperate ricevere,
che merito ne avrete?
Anche i peccatori concedono prestiti ai peccatori per riceverne altrettanto.

Amate invece i vostri nemici, fate del bene e prestate senza sperarne nulla, e il vostro premio sarà grande e sarete figli dell'Altissimo; perché egli è benevolo verso gl'ingrati e i malvagi.

Siate misericordiosi, come è misericordioso il Padre vostro.

Non giudicate e non sarete giudicati;
non condannate e non sarete condannati;
perdonate e vi sarà perdonato;
date e vi sarà dato;
una buona misura, pigiata, scossa e traboccante
vi sarà versata nel grembo,
perché con la misura con cui misurate,
sarà misurato a voi in cambio».

postato da: Ihadadream alle ore 11:54 | Permalink | commenti (4)
categoria:la parola
domenica, 28 gennaio 2007

4° Domenica del Tempo ordinario

Dalla prima lettera ai Corinzi.

Non tutti sono apostoli o profeti o catechisti. Non tutti hanno il dono di fare miracoli, 30di compiere guarigioni, di parlare in lingue sconosciute o di saperle interpretare. 31Cercate di avere i doni migliori.
Ora vi insegno qual è la via migliore:

 

1Se parlo le lingue degli uomini
e anche quelle degli angeli,
ma non ho amore,
sono un metallo che rimbomba,
uno strumento che suona a vuoto.
2
Se ho il dono d'essere profeta
e di conoscere tutti i misteri,
se possiedo tutta la scienza
e ho tanta fede da smuovere i monti,
ma non ho amore,
io non sono niente.
3
Se do ai poveri tutti i miei averi,
se offro il mio corpo alle fiamme,
ma non ho amore,
non mi serve a nulla.
4
Chi ama
è paziente e generoso.

Chi ama
non è invidioso
non si vanta
non si gonfia di orgoglio.
5
Chi ama
è rispettoso
non cerca il proprio interesse
non cede alla collera
dimentica i torti.
6
Chi ama
non gode dell'ingiustizia,
la verità è la sua gioia.
7
Chi ama
è sempre comprensivo,
sempre fiducioso,
sempre paziente,
sempre aperto alla speranza.
8
L'amore non tramonta mai:
cesserà il dono delle lingue,
la profezia passerà,
finirà il dono della scienza.
9
La scienza è imperfetta,
la profezia è limitata,
10
ma quando verrà ciò che è perfetto,
esse svaniranno.

11
Quando ero bambino
parlavo da bambino,
come un bambino
pensavo e ragionavo.
Da quando sono un uomo
ho smesso di agire così.
12
Ora la nostra visione è confusa,
come in un antico specchio;
ma un giorno saremo a faccia a faccia
dinanzi a Dio.
Ora lo conosco solo in parte,
ma un giorno lo conoscerò pienamente
come lui conosce me.
13
Ora dunque ci sono tre cose che non svaniranno:
fede, speranza, amore.
Ma più grande di tutte è l'amore.

(La traduzione è quella della Bibbia interconfessionale. Trovate questa e la versione CEI al sito: www.labibbia.org)

 

 Inno alla carità (Bibbia versione CEI)

                         

1 Se anche parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi la carità, sono come un bronzo che risuona o un cembalo che tintinna. 2 E se avessi il dono della profezia e conoscessi tutti i misteri e tutta la scienza, e possedessi la pienezza della fede così da trasportare le montagne, ma non avessi la carità, non sono nulla. 3 E se anche distribuissi tutte le mie sostanze e dessi il mio corpo per esser bruciato, ma non avessi la carità, niente mi giova. 4 La carità è paziente, è benigna la carità; non è invidiosa la carità, non si vanta, non si gonfia, 5 non manca di rispetto, non cerca il suo interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, 6 non gode dell`ingiustizia, ma si compiace della verità. 7 Tutto copre, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta. 8 La carità non avrà mai fine. Le profezie scompariranno; il dono delle lingue cesserà e la scienza svanirà. 9 La nostra conoscenza è imperfetta e imperfetta la nostra profezia. 10 Ma quando verrà ciò che è perfetto, quello che è imperfetto scomparirà. 11 Quand`ero bambino, parlavo da bambino, pensavo da bambino, ragionavo da bambino. Ma, divenuto uomo, ciò che era da bambino l`ho abbandonato. 12 Ora vediamo come in uno specchio, in maniera confusa; ma allora vedremo a faccia a faccia. Ora conosco in modo imperfetto, ma allora conoscerò perfettamente, come anch`io sono conosciuto. 13 Queste dunque le tre cose che rimangono: la fede, la speranza e la carità; ma di tutte più grande è la carità!  

postato da: Ihadadream alle ore 12:10 | Permalink | commenti (6)
categoria:la parola
domenica, 03 dicembre 2006

Prima Domenica di Avvento


gauguin
postato da: Ihadadream alle ore 12:09 | Permalink | commenti (10)
categoria:la parola
domenica, 05 novembre 2006

Condivideretramonto

Avete presente quando vi accorgete che il sole sta tramontando in un modo tutto speciale e allora chiamate chi c'è in casa per mostrarglielo e gli dite qualcosa come :"Guarda che bello"?
Moltissimi bloggers, me compresa, fanno una cosa simile tutte le volte che propongono poesie, testi, citazioni di vari autori. E' un modo silenzioso per dire nuovamente guarda che bello, anzi,
leggi che bello.
Che poi è il piacere della condivisione.
Oggi la mia proposta è quella di un testo evangelico che fa parte delle letture di questa domenica. Chi frequenta questo blog da parecchio, sa che chi scrive è cristiana e come aggravante pure cattolica, cosa
 sufficiente in sè a far scappare molta gente.  Lungi dal voler convertire qualcuno, ciò che mi spinge è il famoso "guarda che bello" di cui parlavo prima.
Per me quello che segue non è una parola, è piuttosto La Parola, ma ciò non toglie che anche chi non la pensa così possa trovarci qualcosa di buono per se stesso (esattamente come faccio anch'io quando leggo testi di altre religioni).
In seguito mi limiterò a postare il brano evangelico o biblico senza premettere lo spiegone di oggi.

Mc 12, 28-34


In quel tempo, si accostò a Gesù uno degli scribi e gli domandò: «Qual è il primo di tutti i comandamenti?». Gesù rispose: «Il primo è: Ascolta, Israele. Il Signore Dio nostro è l'unico Signore; amerai dunque il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza. E il secondo è questo: Amerai il prossimo tuo come te stesso. Non c'è altro comandamento più importante di questi».
Allora lo scriba gli disse: «Hai detto bene, Maestro, e secondo verità che Egli è unico e non v'è altri all'infuori di lui; amarlo con tutto il cuore, con tutta la mente e con tutta la forza e amare il prossimo come se stesso val più di tutti gli olocausti e i sacrifici».
Gesù, vedendo che aveva risposto saggiamente, gli disse: «Non sei lontano dal regno di Dio». E nessuno aveva più il coraggio di interrogarlo.

postato da: Ihadadream alle ore 08:39 | Permalink | commenti (24)
categoria:la parola