Di trama in trama
Oggi qui piove. Voglia di far qualcosa zero. Pensieri nella testa pochi e sonnacchiosi. Tra questi, uno si è fatto strada senza alcuna difficoltà e questo ovviamente non significa che sia una genialata.
Avendo qualcuno fatto notare che l'incipit di mia modestissima creazione ospitato più sotto si presta a diverse continuazioni, mi chiedo se abbiate voglia e tempo da perdere per azzardare brevissimamente una trama.
Vogliate credere che non è un modo per sfruttare le idee altrui e farne il libro del secolo. Non ho né il fegato, né le energie, né la disciplina necessaria (lasciamo stare poi il talento) per scrivere nemmeno il libro del giorno.
Consideratelo un giochino da giorno di pioggia o da caldo pomeriggio, se siete al sole. Sono ammessi tutti i generi. Dal poliziesco al demenziale.
Se riporto nuovamente il mio incipit qui non è per smodato protagonismo, ma per evitarvi di andare a rileggerlo più sotto.
C’è gente che muore senza far rumore.
Se i loro corpi evaporassero con abiti, effetti personali e tutto, forse si perderebbe traccia della loro esistenza. Per lo più sono vecchi. Senza più un’anima che ne reclami la compagnia. Soli.
Questo lo abbiamo trovato su una panchina del parco. Seduto composto, le mani in grembo, la testa appena reclinata sul petto. Come se dormisse, si dice sempre così, no? Era un vecchio ossuto con i capelli bianchi ancora folti e le sopracciglia cespugliose. Lo abbiamo sollevato e deposto sulla lettiga. Pesava quanto un ramoscello secco. Gli abbiamo composto le mani sul petto, così per una parvenza di dignità. Lo facciamo sempre, anche se poi ci sarà l’autopsia. E’ stato allora che ce ne siamo accorti. La sinistra era chiusa ostinatamente attorno a qualcosa. L’abbiamo aperta piano, un dito dopo l’altro finché sul palmo aperto non è apparso un bottone di madreperla azzurro ancora cucito ad piccolo brandello di seta dello stesso colore. Quel che restava di un vestito da donna.







