domenica, 28 ottobre 2007

Che volete che vi dica?

Lo so che non scrivo da un pezzo, ma sono sommersa da cose da fare, compiti da preparare, e via elencando. Voi mi direte: "mica sei l'unica che lavora, che ti credi" . Vero, ma io ci aggiungo una crisi dell'ispirazione, una cervicale da mouse, un'allergia da blog, una repulsione da tecnologia (esagerata!) che, CONFIDO, passerà presto.
Resta, per chi ne volesse trarre giovamento, il pensiero e l'affetto per gli amici bloggers. Insomma, che ci crediate o no, vi penso e non nascondo l'ansia di cui parlavo tempo fa in un post, di cadere nell'oblio...ma tant'è, adesso non è cosa.

Devo solo riorganizzarmi. Ce la posso fare.
A tutti un abbraccio prolungato con strofinamento finale sulla schiena.

Anna Boccia 3

Vecchia foto con capello corto e aria meditabonda (molto più "glamour" dell'originale, attualmente al pc con tuta e maglia chiazzata di cioccolato).
postato da: Ihadadream alle ore 10:54 | Permalink | commenti (16)
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mercoledì, 03 ottobre 2007

Rain and tears

(della serie: cronache dall'aula)

 

I ragazzi hanno una memoria di ferro. Se gli fai una promessa o qualcosa che solo vagamente le somigli, non se la dimenticano più e non permettono nemeno a te di farlo.

Quando ho incontrato per la prima volta gli allievi della prima B del corso per meccanici, il rito della reciproca conoscenza ha occupato tutta l’ora.

Mi faccio un punto d’onore di imparare tutti i loro nomi di battesimo prima che il suono della campanella li consegni a qualcun altro. Mi servo di tutti gli stratagemmi possibili per ancorarli alla memoria. Abbigliamento strano, pettinature, posizione all’interno della classe, segni particolari. Ovviamente i nomi inconsueti sono i più facili da ricordare. Ultimamente (e per fortuna) però i genitori italiani sono diventati un po’ più sobri nella scelta dei nomi. Non incontro più degli Erwin o Davis (?) nostrani. Sono tornati felicemente di moda i Marco e i Luca, almeno da noi. In prima A c’è addirittura un sovraffollamento di Andrea che rende la vita difficile alla mia memoria. Ne chiami uno e si girano in sette, ma pazienza.

L’unica eccezione è Demis, un ragazzino vivace e intelligente che non conosce il significato della parola silenzio, ma è simpatico.

Dietro mia richiesta ha ammesso sbuffando che la mamma lo ha chiamato così in onore di Demis Roussos, greco, un tempo leader degli Aphrodites’ child. La cosa un po’ mi ha sorpreso perché ormai i genitori dei miei allievi sono così giovani che Demis Roussos mi sembrava lontano nel tempo anche per loro. Invece.

Ho canticchiato il ritornello di “Rain and tears”, ma per dirla tutta, a parte “rain and tears” non conoscevo altre parole e non è che potessi andare avanti a cianciare solo di pioggia e lacrime, in inglese per giunta. Mi sono sbagliata a dire che avrei cercato il testo della canzone e gliel’avrei cantata per benino. Non l’avessi mai fatto. Adesso ogni volta che mi affaccio in prima B mi chiedono di cantare.

Ho cercato su internet e ho scoperto che il mondo è ancora pieno di estimatori di Demis Roussos e pure degli Aphrodites’child. Chi l’avrebbe mai detto.

Comunque ho stampato il testo e mi sto preparando.

Una seccatura, ma se serve a farli stare buoni, sono disposta a imparare tutto il repertorio.

A proposito, mi sembra di ricordare che ne fosse stata fatta una versione italiana, qualcuno sa se è vero e se sì, chi la cantava e quale era il titolo (e magari dove trovo il testo)?

postato da: Ihadadream alle ore 13:29 | Permalink | commenti (30)
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