Qualche considerazione su un amico e una poesia.
Ho un amico avvocato. Anzi due, veramente. Il tipo di amici che fa piacere avere sotto mano in caso di bisogno. Brave persone, tutti e due: R.Z. e R. S.
Oggi parlo di R. Z.
Mi sono rivolta a lui mesi fa per un problema legale, dopo anni che non ci si vedeva.
Come allora la sua porta si è spalancata per me con grande generosità.
Come allora la sua disponibilità è stata totale e incurante delle mie non esaltanti condizioni economiche.
R. Z. contraddice in pieno il luogo comune sulla rapacità degli avvocati. Non è solo competente e capace. Sa stabilire con l’altro un contatto che va oltre le parole. Mette a suo agio anche le persone più semplici, cui sa spiegare tutto con grande chiarezza.
Comprende le difficoltà degli altri perché lui stesso ha affrontato e vinto le sue. E pure alla grande.
Ha conservato ideali ed entusiasmo conditi da uno straordinario senso dell’umorismo (se ci si mette, ti fa schiantare dal ridere, per dirla alla Benigni).
Vado matta per la sua risata, per quel suo credere, come me, nell’amicizia che sopravvive agli anni e ai silenzi.
Quella questione legale ci ha riavvicinati e ora di tanto in tanto ci scriviamo.
Ieri mi ha mandato due poesie di Garcia Lorca trovate per caso. Non le conoscevo e la scoperta mi ha deliziato.
Ve ne propongo una, bellissima.
Meditazione prima e ultima
Il Tempo
ha il colore della notte.
Di una notte tranquilla.
Sopra lune enormi,
l'Eternità
è ferma sulle dodici.
E il tempo si è addormentato
per sempre nella sua torre.
Siamo ingannati
da tutti gli orologi.
Il tempo ha già
orizzonti.








