lunedì, 28 maggio 2007

Rieccomi

una vecchia fotoInsomma, ci metterò un po' a tornare a pieno regime, ma troverò qualcosa da scrivere che non c'entri nulla con ciò che mi ha tenuto lontano e ricambierò le visite agli amici passati di qui.

Abbiate pazienza. 
Sono solo un po' stanca.
Con un tot di cose da fare che mi auguro di smaltire prima possibile.
Passerò da tutti presto.

Ma sì che ce la faccio, dai :)

postato da: Ihadadream alle ore 15:12 | Permalink | commenti (30)
categoria:a proposito di anna
venerdì, 18 maggio 2007

Ancora da “Lettere dello scoiattolo alla formica” di Toon Tellegen

 

Il grillo scrisse su un foglio:

 

Sono via

 

L’appese sulla porta e se ne andò.

Tornò appena in tempo per vedere il foglio prendere il volo.

“Che strano” pensò “Allora sono stato via per davvero” Ma non sapeva dov’era stato.

Allora scrisse:

 

Vado a fare un giro nel deserto.

 

E se ne andò a fare un giro fino al centro del deserto.

“Che strano! Che strano!” pensò.

Quando tornò, poco tempo dopo, rifletté profondamente e poi scrisse:

 

Qui c’è un’enorme torta.

 

Ed eccolo seduto davanti a un’enorme torta.

“Allora tutto quello che scrivo succede per davvero” pensò, e aprì la bocca: Ma prima di aver potuto dare un morso alla torta, un tale di passaggio (che somigliava spiccicato all’orso) si era già pappato tutta la torta.

Allora il grillo scrisse:

 

Soltanto io, il grillo,

mi mangerò tutta la torta

che ho davanti.

 

E per sicurezza ci scrisse sotto:

 

E nessun altro.

 

E si mangiò da solo tutta la torta che all’improvviso gli era apparsa davanti. Ma mangiare da soli non è molto divertente, e per giunta la torta non era tanto buona. “Ora non ho più voglia di niente” pensò. Non riusciva a ricordare di averlo mai pensato prima.

Guardando in terra con aria cupa, pensò “L’unica cosa che mi resta da fare è cantare”. E si mise a cantare. Ma era un canto stonato e triste.

Rifletté per un po’ e poi scrisse:

 

Il mio canto è sempre intonato e avvincente.

 

E cantò sempre intonato e avvincente per tutto il giorno, senza mai smettere.

Verso sera era stanco morto, e ormai il suo canto assomigliava piuttosto a un lamento. Comunque  sempre intonato e avvincente.

Allora il grillo scrisse che non avrebbe più scritto lettere, né le avrebbe più appese alla porta.

“Le lettere sono pericolose” pensò. Vedeva nei suoi pensieri tante lettere che gli si avventavano addosso: lettere cornute, lettere coperte di aculei, lettere dai denti taglienti. Impaurito, il grillo si rifugiò in un angolo della casa.

“Ma questo lo penso soltanto!” esclamò. “Non lo scrivo!”

Allora tutte quelle lettere sparirono dai suoi pensieri, e lui si trovò solo.

Zitto zitto, al lume della luna, si fece una torta, piccola ma amabile, e se la mangiò con lentezza e concentrazione. 

postato da: Ihadadream alle ore 07:29 | Permalink | commenti (9)
categoria:libri
mercoledì, 09 maggio 2007

Cambiamo argomento, va'
caneGatto

Anni fa, su una bancarella di libri a metà prezzo, scovai "Autobiografia di un gatto" di Susan Fromberg Schaeffer, storia di Foudini e della sua vita con Sam (un pastore tedesco) e le loro "persone assegnate" Tepore e Peste, raccontata da lui medesimo alla gattina Grace. Vi piacerà se amate, oltre agli animali, anche quel tipo di storie. Io l'ho trovato piacevole.
L'autrice ha anche un sito internet in cui si può trovare, tra le altre cose, un'intervista con M. Foudini the Cat. (www.susanfrombergschaeffer.com)

postato da: Ihadadream alle ore 18:43 | Permalink | commenti (17)
categoria:libri, animali
sabato, 05 maggio 2007

Un post poco popolare

 

Questo post non è divertente, Non è allegramente cinico o trasgressivo. Non è simpatico né arguto. E’ un pezzettino del mio fegato messo sul tavolo in un momento un po’ così. Si accenna alla malattia. Si accenna alla fede.

Che poi è anche fiducia negli amici di passaggio. Quelli veri.

A loro,alle loro parole o al loro silenzio: grazie.

 

Odio le attese.

Preferisco fare un lungo giro piuttosto che stazionare in una coda.

Preferisco muovermi. Andare. Agire.

Curiosamente invece, un mucchio di volte la vita ti chiede di aspettare. Una telefonata. Una persona. Il realizzarsi di eventi o circostanze favorevoli. Un ritorno.

Alle volte l’attesa segue un evento improvviso e inatteso.

E’ successo in questi giorni.

Un membro della mia famiglia, qualcuno che amo moltissimo, è stato operato d’urgenza dopo un ricovero notturno.  Rimosso il problema si attende, appunto, il risultato dell’esame istologica.

Una faticaccia. Qualche lettore forse  saprà cosa vuol dire.

In famiglia abbiamo fatto muro. Meglio, una catena fiduciosa e orante. Compatta nonostante la distanza fisica delle singole maglie. 

Si prega, ognuno come sa e può, per un esito che faccia tirare un sospiro di scampato pericolo.  E’ un’attesa non priva d’ansie che trova però un appiglio nella fede, piccola o grande che sia. Forte o fragile. Magari si prega perché altro non si può fare.

Giorni fa alla tv hanno inquadrato un manifesto. Diceva “Grazie a Dio sono ateo”. Con il massimo rispetto per le convinzioni altrui, a me questa sembra un’enormità.

Non ho conosciuto molti atei. Ho invece incontrato molte persone che si interrogavano, ricercavano, si incazzavano. Spesso si rivelavano, nello stile di vita, cristiani migliori di tanti altri, magari assiduamente praticanti.  Di amici atei ne ho forse due, nessuno di loro molto contento di esserlo. In tempi diversi mi sono sentita dire da entrambi: “Invidio te che credi”. 

C’è, mi sembra, troppa confusione tra la critica alla Chiesa come istituzione e la fede pura e semplice.  Personalmente è soprattutto quest’ultima che mi interessa. A gettarmi in una polemica sulle gerarchie ecclesiastiche e le loro esternazioni, che spesso non condivido,  non mi ci metto neanche per tanti motivi che non sto a spiegare.  L’affermazione di quel manifesto a me pare molto triste, tutto qui.

Riuscire, anche se con fatica, a dare speranza e senso a quello che accade, a questa attesa difficile nella fattispecie,  è  dono prezioso. Oro del più puro. E’ muraglia contro la disperazione e il nulla.  Niente di più vero nelle parole (le mie, umilissime) ”Grazie a Dio, credo”.

postato da: Ihadadream alle ore 10:52 | Permalink | commenti (30)
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