lunedì, 27 novembre 2006

Minisfogo simil poetico.

Non so voi,
ma io sono
stufa marcia
di sentir
rispondere
soprattutto
in tv:

(aria compiaciuta/frivola/compunta/saccente)
assolutamente sì
assolutamente no

Ci saranno
pure
delle alternative,
santi numi.

postato da: Ihadadream alle ore 13:01 | Permalink | commenti (27)
categoria:parole, amenità
lunedì, 20 novembre 2006

Cose strane

Ho sentito da qualche parte che i gatti sono creature misteriose che stanno un po' di qua e un po' di là. Un modo per dire che hanno due zampe nel mondo dei vivi e due in quello dei morti, comunque lo vogliate chiamare. Non so se sia vero e non è che mi interessi poi tanto approfondire la faccenda, ma  avendo un animo romanticamente incline alle innocue fantaticherie, mi piace pensare che i felini siano particolarmete sensibili a certe vibrazioni sottili provenienti dal mondo invisibile. Sentite cosa è successo sabato.

Ero al funerale di un vecchio amico di famiglia, nonché suocero di mia sorella, venuto a mancare dopo parecchie sofferenze all'età di 83 anni. Quest'uomo, un imprenditore della vecchia guardia, venuto su dal niente, godeva della stima di tutti per la sua laboriosità e onestà. Il tipo di persona che non esitava a metter mano al portafoglio o a darsi da fare se qualcuno aveva bisogno di aiuto. Un uomo gentile che  conoscevo fin da bambina e a cui ero affezionata.  
Sabato, moltissima gente affollava il cortile di casa sua che è lo stesso dell'abitazione della famiglia di mia sorella. Ce ne stavamo tutti lì in piedi in attesa del prete, sotto un cielo carico di quella pioggia che si sarebbe poi scaricata sul corteo funebre. Tutti con la compostezza tipica di queste occasioni, soprattutto se il defunto è genuinamente rimpianto. Una folla vi dicevo. A un certo punto ho notato una macchia di colore muoversi slalomando lentamente tra i piedi della gente.
Era il Gattei,  micio ufficiale dei miei nipoti che, come ho già detto, abitano lì accanto.
Il Gattei è un grosso felino  tigrato rossiccio, nella famiglia già da parecchi anni. Basta guardagli il muso per capire che si tratta di un esemplare che ha già sprecato alcune delle sue sette vite. Rappezzato dopo un incidente, non ha conservato cicatrici, ma gli occhi tendono a convergere verso il centro conferendogli uno sguardo inquietante. In realtà il Gattei di inquietante non ha nulla a parte una certa tendenza a mordere quando meno te l'aspetti e per nessun motivo in particolare. Considerate le sue disavventure è invece stupefacente la scurezza con cui si muove nel mondo, una minima tigre da salotto, come dice Neruda. 

Normalmentete i gatti non amano la confusione e gli estranei, ma sabato il Gattei si muoveva tra la gente con una disinvoltura degna di nota.  Al principio si è messo di fianco al tavolino delle firme, dando l'impressione di voler sovraintendere all'operazione. Poi ha cominciato a spostarsi tra le gente lentamente con la coda ben dritta verso l'alto. Si strusciava contro le gambe e in qualche caso si appoggiava pesantemente di lato alle estremità della persona prescelta. La gente dapprima non ci faceva caso, poi non poteva fare a meno di chinarsi a vedere e ci scappava una carezza. 
Mi rendo conto che è ridicolo, ma io ho avuto l'impressione che il micio se ne stesse andando in giro a confortare la gente qua e là, seguendo un criterio tutto suo.
Osservando la scena, mi è tornato in mente che l'uomo che eravamo venuti a salutare, con i gatti andava particolarmente d'accordo. Tanto d'accordo che molti anni prima un micio che gli avevo regalato io lo seguiva ovunque e  aveva addirittura preso l'abitudine di accompagnarlo al lavoro e di andarlo a prendere. Piuttosto sorprendente, no?


Insomma, alla fine è arrivato il prete, il corteo si è avviato sotto la pioggia e il gatto si è eclissato.
Non è che adesso ci voglia fare sopra un romanzo, ma il Gattei a coda dritta che pattugliava il funerale distribuendo strusciatine a destra e a manca, era da vedere. E forse l'uomo gentile il cui corpo stavamo accompagnando in chiesa, guardava e sorrideva.
A noi e al Gattei.

postato da: Ihadadream alle ore 17:55 | Permalink | commenti (27)
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mercoledì, 15 novembre 2006

L'ora di fantascienza

E' il titolo di una raccolta di racconti a cura di Fruttero e Lucentini ed edita da Einaudi. Vi  propongo la lettura (o rilettura) di un pezzo che mi diverte sempre. Se volete potete pure aggiungere altre frasi.

Frasi utili per il turista

di Joanna Russ

 

Locrina:

Pianeta VII del sistema CX 437$94• Ragionevol­mente simile alla Terra. (Vedi nastri audio-associativi e translitterazioni). Per psicologia, ecologia, religio­ne e usanze, Wu & Fabris, Praga 2355, vol. Il: Lo­crina - « I locrínesi - Notizie utili per il turista».

 

In albergo:

Questo è il mio associato. Non va considerato come mancia.

Chiamerò il direttore.

Questa non può essere la mia camera perché non posso respirare ammoniaca.

Starò benissimo a temperature comprese fra i 290 e i 303 gradi Kelvin.

Cameriere, questo pasto è ancora vivo.

 

Al ricevimento:

Siete voi? Siete completo? Quanta gente, di voi è presente? (Quante parti di lor signori sono presenti?) Sono lieto di fare la conoscenza del vostro gruppo vegetale.

La cordialità interstellare impone che a questo pun­to si facciano manifestazioni materiali, ma desidererei esserne dispensato.

Voi siete tossico?

Siete commestibile, voi? Io non sono commestibile. Noialtri umani non ci rigeneriamo. Quello è il mio orecchio.

Io sono tossico.

È cosí che vi accoppiate? Scusate, questo sarebbe erotico? Vi prego di spiegarvi oralmente. Cambiate colore, voi? Siete incinta?

Non potremmo essere soltanto amici?

Accompagnatemi immediatamente al Consolato Terrestre.

Sebbene molto lusingata dalla vostra gentile offer­ta, non posso seguirvi nella buca di accoppiamento, dato che sono vivipara.

 

All'ospedale:

No! Il mio orifizio per mangiare non è all'estremità del mio corpo.

Preferirei farlo da me.

Vi prego, non lasciate entrare (uscire) l'atmosfera, mi sentirei molto a disagio.

Non mangio piombo.

Il termometro messo cosí non vi fornirà nessuna indicazione utile.

 

Giri turistici:

Voi non siete la mia guida, la mia guida era bipede. Noi terrestri non lo facciamo.

Oh, che delizioso natatorium (trespolo d'accoppia­nento, spettacolo organizzato, fenomeno involonta­io)!

A che ora la principessa consumata dall'amore si getta nel vulcano fiammeggiante? Possiamo assistere?

Non è dímostrabile (è poco probabile, è ridicolo) che questo sia un gabinetto.

Non mangio cibo vivente.

Questo sarebbe erotico, secondo voi?

Per favore, indicatemi dove posso trovare il mamnifero senziente piú vicino.

Portatemi senza indugio al Consolato Terrestre.

 

A teatro o al cinema:

È divertente?

Scusate tanto, non volevo essere scortese.

Non intendevo sedermi su di voi. Non mi ero accorto che c'eravate già voi su questa poltrona.

Potreste deformarvi in modo da abbassarvi ancora un po'?

I miei occhi sono sensibili soltanto alla luminosità delle lunghezze d'onda 3000-7000 A.

Me lo sto immaginando?

È questo che dovrei immaginare?

Dovrei sentirmi turbato dall'acqua sul pavimento? Dov'è l'uscita? Aiuto!

Questa è veramente arte.

Le mie convinzioni religiose mi vietano di unirmi alla rappresentazione.

Non mi sento bene. Mi sento malissimo.

 

Complimenti:

Siete piú squamoso che mai.

Ma i vostri capelli sono finti!

Non scopritevi i piedi, altrimenti svengo.

Avete occhi perfettamente triangolari (poligonali, sferici).

Non avevo mai visto dei tentacoli come i vostri.

 

Frasi di utilità generale:

Portatemi al Consolato Terrestre.

Avvertirò il Consolato Terrestre.

Non è il modo di trattare un vertebrato.

Dove posso trovare altri umanoidi?

postato da: Ihadadream alle ore 13:51 | Permalink | commenti (12)
categoria:ritagli
venerdì, 10 novembre 2006

Amo gli animali

E' un amore sano, rispettoso della loro natura e dignità.
Mi piace imparare sempre più sul loro comportamento, sul loro modo di comunicare tra loro e con noi umani.
Se avessi altre vite a disposizione, sarei un'etologa, una realizzatrice di documentari naturalistici, la salvatrice di randagi di ogni specie. Vivendo invece in un appartamento e potendo vantare come massimo la proprietà condivisa di un piccolo terreno in campagna qui vicino, mi limito a condividere spazio e amore con 3 gatti, 3 cani e 2 ciuchini.
Mi piace osservare gli animali soprattutto quando sono ignari della nostra presenza. Per esempio, avete presente le espressioni con cui i cani scrutano in giro mentre il padrone è fermo ad un angolo di strada a chiacchierare con qualcuno? Oppure lo sguardo intenso dei gatti alla finestra? Chissà cosa gli passa per la testa, mi chiedo.
Prendetemi per pazza, ma io gli animali che incontro li saluto.
A volte è solo un sorriso, per non sconvolgere troppo gli umani che li accompagnano (che spesso però, finiscono per essere "coinvolti" anche loro). A volte è un saluto vero e proprio che suona più o meno così "Ciao piccolini"  (laddove piccolini non va inteso come plurale, ma come un singolare di mia invenzione "il piccolini") indipendentemente dalla taglia del destinatario, anzi più è grosso, più è piccolini. bull_terrier

A questo proposito, qualche tempo fa stavo camminando lungo uno dei corsi della mia città. Qualche metro davanti a me una signora procedeva nella stessa direzione con un bambino di 4 o 5 anni per mano. Ad un certo punto vedo venire in senso opposto al nostro, un uomo con un cane al guinzaglio. Se nella mia mente ci fossero simili categorie, potrei dire che era uno dei cani più brutti che avessi mai visto, almeno secondo gli standard di bellezza in vigore. Aveva il muso bizzarro del bull terrier (che io adoro) e il resto di provenienza indefinibile. Piccolo e tracagnotto, trotterellava con l'aria decisa e concentrata.
Quando uomo e cane hanno incrociato mamma e figlio, il piccolo si è girato verso l'animale e, con il tono più naturale del mondo, lo ha salutato così: "Ciao, bel cane".
Ciao, bel cane.
Alla faccia dei canoni di bellezza, di pedigree e balle varie.
Il cane lo ha guardato per un momento senza smettere di camminare. Verso di me.
E come potevo io, traghettatrice di  ragni e cimici su fogli di carta verso il balcone, soccorritrice di gatti e cervi volanti, accompagnatrice di lucertole fuori di casa, ospite di pipistrelli in attesa della notte, come potevo io essere da meno?!
Quando mi è passato accanto gliel'ho detto anch'io, forte e chiaro: "Ciao, bel cane".

postato da: Ihadadream alle ore 14:24 | Permalink | commenti (19)
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domenica, 05 novembre 2006

Condivideretramonto

Avete presente quando vi accorgete che il sole sta tramontando in un modo tutto speciale e allora chiamate chi c'è in casa per mostrarglielo e gli dite qualcosa come :"Guarda che bello"?
Moltissimi bloggers, me compresa, fanno una cosa simile tutte le volte che propongono poesie, testi, citazioni di vari autori. E' un modo silenzioso per dire nuovamente guarda che bello, anzi,
leggi che bello.
Che poi è il piacere della condivisione.
Oggi la mia proposta è quella di un testo evangelico che fa parte delle letture di questa domenica. Chi frequenta questo blog da parecchio, sa che chi scrive è cristiana e come aggravante pure cattolica, cosa
 sufficiente in sè a far scappare molta gente.  Lungi dal voler convertire qualcuno, ciò che mi spinge è il famoso "guarda che bello" di cui parlavo prima.
Per me quello che segue non è una parola, è piuttosto La Parola, ma ciò non toglie che anche chi non la pensa così possa trovarci qualcosa di buono per se stesso (esattamente come faccio anch'io quando leggo testi di altre religioni).
In seguito mi limiterò a postare il brano evangelico o biblico senza premettere lo spiegone di oggi.

Mc 12, 28-34


In quel tempo, si accostò a Gesù uno degli scribi e gli domandò: «Qual è il primo di tutti i comandamenti?». Gesù rispose: «Il primo è: Ascolta, Israele. Il Signore Dio nostro è l'unico Signore; amerai dunque il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza. E il secondo è questo: Amerai il prossimo tuo come te stesso. Non c'è altro comandamento più importante di questi».
Allora lo scriba gli disse: «Hai detto bene, Maestro, e secondo verità che Egli è unico e non v'è altri all'infuori di lui; amarlo con tutto il cuore, con tutta la mente e con tutta la forza e amare il prossimo come se stesso val più di tutti gli olocausti e i sacrifici».
Gesù, vedendo che aveva risposto saggiamente, gli disse: «Non sei lontano dal regno di Dio». E nessuno aveva più il coraggio di interrogarlo.

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categoria:la parola
giovedì, 02 novembre 2006

Microricordiarance

Ognuno di noi ne ha una quantità e qualche volta fanno anche più tenerezza dei "macro". Se avete voglia di condividerne uno qui, siete i benvenuti.

Mio padre andava matto per la frutta e sulla nostra tavola non mancava mai. D'inverno facevano la loro comparsa certe grosse arance che qualche volta inglobavano  un minuscolo arancio  appena abbozzato. Una specie di figlioletto del frutto più grande che in genere veniva concesso a me, la più piccola di casa. 
Le arance erano avvolte in quella carta leggera che si usa ancora oggi, credo. Alla fine del pasto, in genere nei giorni di festa, quando c'era tempo di attardarsi a tavola, mio padre  spianava bene una di quelle carte, la faceva su a cilindro, quindi la metteva in piedi e dava fuoco alla sommità. Con grande meraviglia di noi bambini l'improvvisata lanterna cartacea prendeva il volo sprigionando leggeri lapilli. Infine, spentesi le fiamme, impalpabili frammenti anneriti planavano dolcemente sul tavolo.
Piccoli incanti di un papà-mago.

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categoria:ricordi